Endodonzia

Cosa è il trattamento endodontico?

Come suggerisce il nome – formato dall’unione di due termini greci, cioè: “endo” che significa “dentro” e “dont” che significa “dente” – il trattamento endodontico (o del canale radicolare) può essere definito come il trattamento della parte interna del dente.

Per aiutarvi a visualizzare e capire meglio che cosa accade esattamente con il dente sano che si ammala e va a richiedere un trattamento del canale radicolare (o endodontico), includiamo sotto due immagini che riassumono l’anatomia del dente sano, per contrasto con l’anatomia del dente affetto.

Come si può vedere nelle immagini di cui sopra, visto dall’esterno verso l’interno, il dente si compone di diversi “strati”. Così, appena sotto lo smalto esterno c’è uno strato duro chiamato dentina, e al suo interno un tessuto molle chiamato polpa. Esso contiene vasi sanguigni, nervi e tessuto connettivo, e ha un ruolo formativo, nutrizionale e sensoriale, assicurando, tra l’altro, la sensibilità del dente. Occupando un’area abbastanza grande, la polpa si estende dalla corona (dov’è contenuta nello spazio conosciuto come camera pulpare) e fino alla punta della radice (nei canali radicolari). Normalmente, è protetta dai fattori nocivi da tre strati che la circondano, vale a dire lo smalto, la dentina e il cemento, ma dove questi strati protettivi sono perforati per vari motivi (lesioni cariose profonde, ripetuti trattamenti dentali, crepe, ecc.), i microbi nella saliva sono in grado di infettare la polpa, prima quella della corona e poi quella della radice, causando dolore o ascesso dentale.

A questo punto, il trattamento necessario è quello endodontico, che rimuove la polpa infiammata o infetta, accuratamente, pulisce e modella l’interno del canale, che viene poi perfettamente sigillato.

Quali sono i rischi della rimozione della polpa?

Durante la crescita e lo sviluppo del dente, la polpa è essenziale perché, in questa fase, in aggiunta al ruolo formativo e sensoriale, essa ha anche un ruolo nutrizionale. Tuttavia, una volta che il dente matura, esso può sopravvivere anche senza la polpa, perche sarà ulteriormente alimentato dai tessuti circostanti. Pertanto, la rimozione della polpa di un dente maturo non presenta rischi maggiori a breve o a lungo.

Quali sono i rischi della mancata rimozione della polpa?

Se la polpa infiammata o infetta del dente non viene rimossa in tempo, la patologia è destinata a peggiorare, la polpa morirà, causando la formazione di cancrena, mentre i tessuti duri e i tessuti di sostegno si deteriorano e, poco a poco, portando alla fine alla perdita del dente. Inoltre, vi è il rischio che l’infezione sia diffusa alle ossa, causando distruzioni significative e aumentando il rischio di complicanze.

I segni che possono suggerire l’esistenza di patologie che richiedono un trattamento endodontico

Tali segni possono includere, senza implicare: dolore, sensibilità al calore prolungato o al freddo, sensibilità al tatto e masticazione, scolorimento del dente, gonfiore, sensibilità dei linfonodi e vicino all’osso e alla gomma. Ci sono anche casi in cui il paziente non mostra sintomi.

Stadi di trattamento endodontico

Qualsiasi trattamento efficace consiste nello stabilire di una diagnosi corretta e nel monitorare l’efficacia della terapia. Poiché, come notato sopra, il trattamento endodontico è un trattamento dell’interno del dente, che è una parte che non può essere osservata direttamente, in questo caso, l’unico modo di stabilire la diagnosi e di monitorare la terapia si basa sulla realizzazione di almeno tre radiografie dentali, vale a dire:

  • Una radiografia iniziale, necessaria nel momento della consultazione, sulla base della quale sarà stabilita la diagnosi e la terapia
  • Una seconda radiografia, che eseguirà durante il trattamento per monitorare l’efficacia dell’intervento, e
  • Una terza radiografia, di controllo, che eseguirà al termine del trattamento o dopo un tempo raccomandato dall’endodontista.

C’è il timore tra i pazienti riguardante i rischi di eseguire radiografie dentarie ripetute. Va detto che le attrezzature radiologiche in uso espongono il paziente ad una dose minima di radiazioni, che non giustifica tali timori.

Anche se il trattamento endodontico può essere eseguito in una sola visita, per i migliori risultati, in alcuni casi si preferisce eseguirlo in due sessioni separate, a una distanza di pochi giorni l’una dall’altra.

Fase 1 – Rimozione dell’infezione. Una volta esaminata la radiografia, l’endodontista somministra un anestetico locale, isola il dente mettendo una “lamina” di protezione chiamata anche “diga dentale” per mantenere il dente pulito durante la procedura, e per prevenire la contaminazione da germi e batteri presenti nella saliva. Attraverso un foro aperto nella corona del dente, la polpa viene rimossa attentamente e in tutto dalla camera pulpare e dal canale radicolare, che verranno poi puliti e modellati.

Fase 2 – La protezione dei denti contro l’invasione microbica. Una volta la polpa rimossa, nella camera pulpare e nei canali radicolari rimane uno spazio vuoto, che dovrebbe essere sigillato; in caso contrario, questo spazio sarebbe presto popolato da batteri. La sigillatura si fa mediante un processo noto come condensazione verticale che utilizza una fonte di calore, e un materiale biocompatibile e compatto non riassorbibile, noto come guttaperca, con un cemento adesivo o sigillante. Questo processo assicura una sigillatura omogenea e risultati durevoli.

Fase 3 – Ricostruzione del dente. Dopo aver completato il trattamento endodontico, ci sarà necessaria la ricostruzione della corona del dente in modo che essa possa riprendere il suo funzionamento normale. Il dentista completa il trattamento eseguendo un’otturazione definitiva.

Quando il trattamento endodontico viene eseguito in due sessioni, l’apertura della corona dentale può essere sigillata con un materiale temporaneo in una prima fase, che sarà poi sostituito con un ripieno permanente al completamento del trattamento.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la corona del dente che richiede trattamento endodontico è compromessa. In queste situazioni, il semplice riempimento non è sufficiente. Il dentista metterà un perno in fibra all’interno del dente, aumentando così la sua resistenza, poi rifà la struttura del dente e l’estetica tramite corone in metallo-ceramica, in ossido di zirconio-ceramica o in ceramica integrale.

Trattamento endodontico sotto microscopio

Il microscopio può essere utilizzato con successo in quasi tutte le procedure dentali in quanto offre la possibilità di visualizzare alcuni dettagli che non possono essere visti ad occhio nudo, ma che possono avere una notevole importanza per la diagnosi e per un trattamento dentale di alta qualità.

Comunque, l’utilizzo del microscopio in endodonzia non è più una questione di scelta. Come già detto, la cura canalare o endodontica comporta la rimozione della polpa dalla camera pulpare e dai canali radicolari, e la loro pulizia accurata. Si noti che i denti possono avere una fino a tre radici, ciascuna con ben tre canali radicolari, e alcuni di questi canali possono essere tanto sottili come un capello. Poiché il trattamento canalare sia efficace, è importante rilevare e trattare tutti i canali radicolari. Per questi motivi, in questo tipo di trattamento il microscopio è uno strumento indispensabile, in quanto consente:

  • identificare tutti i canali
  • individualizzare delle insenature di canale
  • identificare e trattare i canali calcificati
  • individualizzare le perforazioni radicolari e la loro sigillatura
  • rilevare fratture radicolari
  • visualizzare e rimuovere gli aghi rotti nei questi canali
  • rifare i trattamenti incorretti di canale
  • pulire accuratamente e completamente i canali per sigillarli.

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